Chiara Villani 22 Marzo 2019

Scopriamo il percorso ciclabile lungo 55 chilometri che collega Roma nord al mare

A Roma, lungo le sponde del Tevere, esiste un percorso verde che permette, attraversando la Città Eterna in sella alla propria bicicletta, di giungere al mare di Fiumicino.
È la “Regina Ciclarum”, un percorso ciclabile che scorre in prossimità del Tevere lungo 55 km; di questi, il tratto ufficiale sono i 33 km di pista ininterrotta e pavimentata, accessibile per questo proprio a tutti, che va dal G.R.A. di Labaro Prima Porta al G.R.A. di Mezzocammino; a questi, si aggiungono altri 22 km sterrati che giungono fino al mare. In particolare, la Regina Ciclarum si divide in 5 tratti: le Terre Estreme (dalle sorgenti del Tevere a Roma); le Terre del Nord (da Labaro a Ponte Milvio); la Città Eterna (da Ponte Milvio a Trastevere); i Campi Elisi (da Trastevere a Mezzocammino); la Via al Mare (da Mezzocammino a Fiumicino).
Nella zona centrale il percorso è esattamente sotto in banchina, a pochi centimetri dall’acqua, mentre nelle due zone periferiche, da Tor di Quinto a Labaro salendo a nord e dal Gazometro dell’Ostiense fino a Mezzocammino, esso continua sull’argine del fiume ma si allontana dalle sponde. Lo scenario in cui ci si imbatte, quindi, cambia completamente in ogni punto del percorso: si passa dai muraglioni del tratto centrale, il quale è per l’appunto chiamato “La Città Eterna”, per arrivare invece alle pianure golenali che si sviluppano nelle aree periferiche in prossimità del Grande Raccordo Anulare. In ogni caso una scenografia d’eccezione, poiché tutta la pista è in un’area protetta, lontana dal traffico e dominata dal silenzio del fiume; una meraviglia che si amplifica nel momento in cui si entra nella riserva naturale Litorale Romano, che si estende dal Grande Raccordo fino al mare, nel tratto Fiumicino-Ostia. In zona Roma Nord si può partire o dal Parco di Tor di Quinto per poi salire verso nord, oppure da Labaro e scendere verso sud. Il tratto Nord è quello storico, perciò ampiamente conosciuto; non è lo stesso per quello sud, ossia dal Gazometro verso l’Eur, poiché al viadotto della Magliana si crea un blocco psicologico per la serie di criticità legate principalmente alle discariche e al degrado presente, che spinge il ciclista a fermarsi; eppure bisogna sapere che la pista non si interrompe a Viale Marconi, ma prosegue fino al mare di Fiumicino. A permettere quest’iniziativa di riscoperta e difesa della ciclabile agli argini del Tevere, che si spera in un futuro non troppo lontano possa diventare una ciclovia interamente pavimentata, sono stati degli attivisti dal basso, i “Gatti della Regina”, i quali si sono impegnati nella valorizzazione degli spazi attraversati dalla ciclabile, le cosiddette “Terre della Regina”, installando panchine, segnaletica e pannelli informativi nel tragitto e creando una traccia gps scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone, un web server con mappa dinamica del percorso ciclabile e perfino Video rendering delle Terre della Regina, per percorrere dall’alto l’intero itinerario. In più, per i meno allenati, l’interna ciclabile è collegata a linee di mezzi di trasporto pubblico che permettono di tornare al punto di partenza senza alcun affaticamento. Inoltre, per abbattere tutti gli stereotipi legati all’inavvicinabilità del Lungotevere per la sporcizia del fiume, i volontari di terra che si adoperano per Regina Ciclarum hanno instaurato una collaborazione con dei volontari attivisti di mare, l’associazione Discesa Internazionale del Tevere, che da quarant’anni (ad aprile si svolgerà la 40esima edizione) ne organizza la discesa dall’Umbria fino a Roma, per dimostrare che, al contrario dei pregiudizi, lo spazio del Tevere non è nocivo. Per avere maggiori informazioni sulla questione, abbiamo intervistato Federico Occhionero, membro dei Gatti della Regina, il quale ci ha comunicato: “Il percorso Regina Ciclarum è un corridoio che segue il fiume, il quale offre la particolare possibilità di pedalare fino al mare attraverso luoghi stupendi; quindi l’attività dei volontari consiste principalmente nell’alimentare l’interesse della gente e nel mantenere la via aperta e accessibile, soprattutto nei tratti selvaggi in cui la vegetazione, se non costantemente curata, prende subito il sopravvento. A tal proposito, sappiamo che il Comune di Fiumicino si è impegnato a pavimentare il proprio tratto selvaggio.”
In conclusione, svelandoci l’ambizioso obiettivo del progetto, ha aggiunto: “I fiumi sono dei luoghi privilegiati, dettano legge nel territorio che attraversano; il nostro obbiettivo ultimo è far diventare una ciclovia l’intero argine del Tevere, a partire dalla Toscana per arrivare fino al mare. Sono 400km, dei quali intanto abbiamo i 55km, già speciali per Roma, di Regina Ciclarum, che si chiama così proprio perché è una prospettiva insolita, rara e che va per questo valorizzata.” Dunque un’inconsueta esperienza sensoriale nell’area cittadina da condividere con amici e parenti in piena sicurezza, grazie soprattutto all’apporto dei volontari, che con costanza e dedizione si impegnano a mantener vive l’attrattiva e la praticabilità di Regina Ciclarum.

A cura di Chiara Villani

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