Chiara Villani 22 Febbraio 2019

Al liceo De Sanctis sulla Cassia un convegno per spiegare ai ragazzi i rischi del fenomeno

Il 7 febbraio 2019, in occasione della Giornata Nazionale contro il Bullismo, presso l’aula magna della sede centrale del Liceo Gaetano De Sanctis, in Via Cassia 931, si è tenuta una conferenza nell’ambito del progetto “Educazione alla Legalità”, volto a sensibilizzare gli studenti su questa tematica. Abbiamo intervistato la Professoressa Maria Madia Damiani, referente d’istituto assieme alla professoressa Donata Rizzo sui temi del bullismo e del cyber bullismo nonché responsabile di “Educazione alla Legalità”, la quale ci ha fornito maggiori notizie riguardo i vari incontri del progetto e dunque il piano d’azione dell’istituto De Sanctis contro queste problematiche. Rispetto alle precedenti conferenze di “Educazione alla Legalità”, la professoressa Damiani ha dichiarato: “Quest’anno il primo incontro organizzato è stato per le classi quinte con Don Antonio Coluccia; ne erano in programma degli altri, ma purtroppo Don Coluccia ha subito un attentato a Specchia, suo paese d’origine, e perciò ora risulta impossibile contattarlo. Allora per il primo biennio ed il terzo anno è stato organizzato un altro incontro con il Corecom(Comitato regionale per le Comunicazioni) della Regione Lazio; la grande novità rispetto gli anni precedenti, di cui i ragazzi purtroppo ancora non sono molto informati, è che sta assumendo sempre più importanza la “Web Reputation”, ovvero i futuri datori di lavoro per aziende private e pubbliche, quindi anche davanti concorso, richiedono la reputazione dell’ex studente sul web. Come spiega la polizia postale, tutto ciò che viene postato non viene mai eliminato e si riesce sempre in più o meno tempo a scoprire chi si nasconda dietro la maschera del “nickname”; dunque ognuno di noi ha già una reputazione, perciò se qualcuno ha offeso, o fatto dello stalking, o del bullismo per vie telematiche, ha una fedina già sporca, quindi non gli verrà concesso di accedere a determinati concorsi o, recentemente, perfino alle Università. Durante questa conferenza una dottoressa ha lasciato i suoi contatti ed ha presentato un discorso prettamente giuridico, illustrando la legge del 29 maggio 2017, fortemente voluta dall’ex senatrice Elena Ferrara(PD), dopo la tragedia di Carolina Picchio, sua ex studentessa, drammatico evento che ha segnato l’inizio di queste iniziative; dunque ciò che prima era considerata una ragazzata è ora punibile sul piano penale, essendoci una legge di riferimento.” Sull’incontro durante la Giornata Nazionale contro il bullismo, ci ha comunicato: “Vi è stata una collaborazione con il XV Municipio, esattamente con il Presidente della Commissione Cultura, Scuola e Sport Domenico Corrao e l’Assessore allo Sport e alle Politiche Scolastiche Pasquale Russo, assieme a molti altri ospiti tra cui avvocati e una psicoterapeuta. Attraverso quest’ultima abbiamo cercato di spiegare la gravità di questi gesti ai ragazzi più piccoli, che purtroppo pare siano proprio coloro che non comprendono quanto siano pericolosi i comportamenti offensivi anche solo per “gioco”. Trovandosi di fronte a minori, sono coinvolti anche i genitori e le famiglie. Il XV Municipio sta puntando molto sullo sport quale strumento di recupero dalla violenza del bullismo e del cyberbullismo, perciò il De Sanctis è in attesa che il responsabile del XV Municipiolo coinvolga in un progetto in avviamento che riguarda le attività sportive. Difatti per debellare questi comportamenti è fondamentale imparare a rispettare le regole dello sport, ad esempio del judo, di cui durante l’incontro c’è stata una dimostrazione praticata fatta da due giovani atleti i quali hanno sottolineato come anche il judo stesso, che potrebbe sembrare uno sport violento, in realtà si basa sul rispetto di una serie di regole che insegnano non ad aggredire l’altro, ma a difendersi; per questo hanno invitato anche le ragazze ad apprendere queste tecniche di autodifesa. Quindi il De Sanctis ben presto, nel giro di un mese, inizierà a collaborare con il XV Municipio di Roma sulle attività sportive quali strumento contro il bullismo e strategia, affinché non soltanto gli insegnanti riescano a riconoscere il bullo, ma che il bullo stesso, che ha questa tensione alla prevaricazione, riconosca in sé i sintomi di questa febbre ed impari a chiedere aiuto. A tal proposito sul sito dell’istituto sono presenti il mio indirizzo mail e quello della mia collega così che chiunque possa scriverci in forma anonima e possa essere messo in contatto con un avvocato, uno psicoterapeuta, e possa essergli prestato soccorso.” Dunque un’ottima iniziativa a tutela dei giovani che vede una proficua collaborazione tra scuola e Municipio di cui sicuramente seguiremo gli sviluppi.

A cura di Chiara Villani

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