Chiara Villani 15 Giugno 2018

Installati mesi fa, con tanto di ingente spesa pubblica. Non sono attivi e i “furbetti” godono

In seguito alle novità proposte dal Comune di Roma, torniamo a parlare dei trasporti pubblici ed in particolare dell’abitudine all’evasione tariffaria dei cittadini fruitori del servizio. In seguito al provvedimento per l’aumento del numero dei controllori sui bus ATAC dello scorso novembre, ad oggi l’amministrazione capitolina arricchisce il tentativo di porre rimedio all’evasione ancora dilagante effettuando a partire dall’11 giugno una sperimentazione su una delle vetture della linea circolare 669 (in zona Marconi) installando tornelli sul modello londinese, impedendo perciò l’entrata dalla porta centrale, adibita esclusivamente al deflusso, ed imponendo la salita sul mezzo solamente dalla porta anteriore ed il conseguente passaggio per un tornello che si apre solo con l’idoneo titolo di viaggio; un’ottima idea che si spera venga messa in pratica con successo e che possa dunque essere implementata anche su altre linee. Eppure sarebbe opportuno provvedere anche alle fermate della metro e del treno, che pur presentando nella maggior parte dei casi un controllo dell’accesso, questo viene talvolta by-passato attraverso la tristemente nota tecnica del “salto del tornello”. Sembra una moda sempre in voga non intenzionata a passare quella dello “scavalco”, ovvero dei furbetti che non pagano il biglietto e aggirano nelle modalità più assurde il passa persone, tanto che ormai da anni se ne parla, e non ne sono rimaste escluse le stazioni del XV Municipio: una fra tutte la stazione Giustiniana che, già oggetto di vari servizi televisivi, continua ad essere vittima dell’inciviltà di alcuni cittadini della capitale. Abbiamo effettuato un sopralluogo per documentare meglio la situazione, e ciò che abbiamo potuto constatare è stato sconcertante: nonostante siano stati installati nuovissimi tornelli anti-scavalco, durante la nostra perlustrazione essi, seppur accesi, presentavano i portelli spalancati, garantendo l’accesso a tutti, anche ai non muniti di biglietto; e domandando ai pendolari presenti, abbiamo avuto conferma che la situazione è così da parecchio tempo… quindi il torneo di “salto del tornello” è momentaneamente sospeso! Abbiamo inoltre proseguito con il nostro appostamento anche alle stazioni di Ipogeo degli Ottavi e di Ottavia, dove non è installata alcuna barriera, ma vi è piena libertà di accesso ai binari. Ci è stato dunque impossibile comprendere quanti avessero titolo di viaggio in abbonamento, ma certamente ad obliterare il biglietto per la singola corsa sono stati ben pochi passeggeri. Riguardo il pagamento del titolo di viaggio, è bene sapere che oltre le agevolazioni tariffarie sull’abbonamento annuale al trasporto pubblico per i cittadini della regione Lazio con particolari requisiti, è inoltre attivo da tempo il servizio BIPiù, che permette di pagare e validare il biglietto o l’abbonamento di tutti i servizi di superficie del circuito Metrebus tramite smartphone, senza alcun costo aggiuntivo. Tutti incentivi insomma ad un utilizzo più rispettoso dei mezzi pubblici e ad una lotta all’evasione tariffaria che non beneficia nessuno, specialmente gli stessi passeggeri. Difatti indubbiamente i mezzi pubblici a Roma non funzionano come dovrebbero, eppure non pagare il servizio offerto seppur in maniera poco soddisfacente non è un metodo per risolvere la situazione, bensì non fa altro che aggravarla.

A cura di Chiara Villani

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