Chiara Villani 18 Maggio 2018

Otto città “etrusche”, tra cui Formello, per il riconoscimento della propria storia e cultura

Lo scorso 4 Maggio presso la Sala del Consiglio di Palazzo dei Priori a Volterra, in provincia di Pisa, si è svolto un convegno con l’organizzazione scientifica di PROMO PA Fondazione, durante il quale le amministrazioni comunali di otto città etrusche tra cui Formello, comune di Roma all’interno del Parco regionale di Veio, hanno firmato un protocollo con cui si impegnano a portare a termine unite il percorso verso la candidatura Unesco, ovvero l’iter per essere inserite all’interno dell’elenco del patrimonio mondiale dell’umanità e godere dell’identificazione, della tutela e della valorizzazione dei propri beni culturali. Il progetto, nato nel gennaio 2017, si chiama “Spur – Città Etrusche”, ed ha l’obiettivo di costituire una rete e una piano condiviso dove far confluire ogni singolo patrimonio delle otto città partecipanti, che a Volterra è rappresentato dall’Acropoli, a Perugia dalle mura, a Orvieto dal Santuario Federale, a Marzotto dalla pianificazione urbana, a Piombino dalla produzione di metallo, a Tarquinia dal porto, ad Arezzo dal tempio teatro e a Formello dal Sacro. Il progetto è stato dapprima ideato nell’ottobre 2012 quando il Comune di Perugia, con il Sindaco Wladimiro Boccali, il Vicesindaco Nilo Arcudi e l’Assessore ai Beni Culturali Giovanni Tarantini, decide di proporre le Città dell’Etruria come Patrimonio Unesco. Un prospetto di valorizzazione non tanto dei singoli luoghi quanto dell’intera rete di città, al loro territorio ed al loro paesaggio. Questa collaborazione, che estende il progetto ad una veduta di più ampio respiro rispetto a delle singole candidature, rende maggiormente auspicabile il buon esito di questa proposta e dunque l’iscrizione nel patrimonio dell’Umanità, che comporterebbe numerosi benefici per i territori interessanti, tra cui un’innovazione sociale, uno sviluppo turistico e un rilancio economico esteso a tutti i servizi dell’intera area. Un progetto quindi che sotto il nome dell’antico popolo italico mira alla riscoperta delle radici territoriali, un elemento di costruzione e di identità anche dal punto di vista antropologico e in grado di aumentare la capacità attrattiva delle città, che speriamo riesca a raggiungere, seppur date le lunghe e complesse difficoltà burocratiche, il desiderato traguardo dell’elezione a patrimonio dell’UNESCO.

A cura di Chiara Villani

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