Chiara Villani 23 Marzo 2018

Cresce l’esigenza di uno spazio pubblico in zona dove poter studiare e confrontarsi

Che il numero di lettori di libri in Italia vada di anno in anno diminuendo è ormai un dato assodato, e sebbene sia un fatto piuttosto allarmante, nessuno sembra preoccuparsene, neppure le istituzioni. Passa infatti in secondo piano il ruolo dei luoghi di ritrovo tesi alla conoscenza, uno fra tutti la biblioteca. La gestione del servizio di biblioteche pubbliche di Roma Capitale è affidato all’Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali, organismo con lo scopo di garantire a tutti il diritto di accesso alla cultura e all’informazione, nonché promuovere lo sviluppo della comunicazione in tutte le sue forme. Nonostante il dato riguardo il numero di lettori in calo, le biblioteche investono ugualmente un ruolo importante nella società; difatti esse potrebbero permettere un’inversione a questa tendenza di “popolo di non-lettori”, ed inoltre risponderebbero all’esigenza primaria di moltissimi liceali e studenti universitari, che al contrario di quanto si pensi, manifestano la forte necessità di trovare un luogo in cui poter non solo consultare e prendere in prestito ma anche un’area in cui poter interagire con altre persone ed arricchire in tal modo la propria cultura. L’unica biblioteca comunale situata nel XV Municipio si trova sulla Flaminia, a Labaro, in un’area periferica non ben collegata col trasporto pubblico; si tratta di “Galline Bianche”, dal nome dell’indirizzo della struttura, una modesta biblioteca che offre agli ospiti non solo risorse cartacee e multimediali ma anche un luogo dove radunarsi, lavorare in gruppo e condividere le proprie conoscenze. In zona Cassia, sprovvista di biblioteche, si sente l’esigenza di una struttura affine a quella di “Galline Bianche”, tanto che gli studenti spesso affollano i bar di zona per poter riunirsi e studiare insieme, attrezzandoli come delle vere e proprie biblioteche pur non essendolo, arrecando disturbo non solo ai clienti ma anche a loro stessi, che non godono del silenzio, dell’atmosfera e delle attrezzature adeguate per svolgere i loro studi. Inoltre è terminato lo scorso 15 dicembre 2017, rendendo ancora più indispensabile il bisogno di una biblioteca comunale, il servizio di BiblioBus, ovvero la biblioteca itinerante con sosta in 5 aree predisposte nell’asse Cassia – Flaminia che, in servizio dal Novembre 2000, suppliva parzialmente alla grave mancanza di queste strutture nella zona di Roma Nord. Nel XVIII secolo in Inghilterra con l’avvento delle prime biblioteche, i libri, strumento per pochi ricchi, cominciarono a circolare fra tutta la popolazione e vi fu un incremento straordinario dell’alfabetizzazione anche nelle classi meno abbienti; ad oggi, nel XXI secolo, si stima che il 70% della popolazione italiana sia analfabeta “funzionale”, cioè che sappia leggere e scrivere, ma che non comprenda un discorso; un passo indietro insomma, dovuto alla già precedentemente denunciata mancanza di lettori, e di certo favorita anche dalla mancanza di strutture dedicate alla divulgazione di cultura. Dunque un’esigenza reale quella di una biblioteca in zona Cassia, che si imporrebbe sia come un luogo di aggregazione per tutti gli studenti liceali ed universitari, che potrebbero trovare così uno spazio dove passare i pomeriggi a studiare in compagnia dei propri coetanei senza sovraffollare bar e caffè, nonché come mezzo a disposizione di tutti per arricchire le proprie conoscenze e debellare una piaga diffusissima, ovvero quella dell’ignoranza.

A cura di Chiara Villani

Leave a comment.

Your email address will not be published. Required fields are marked*