Chiara Villani 13 Ottobre 2017

A colloquio con Carla Mazzucchelli, amministratrice del noto gruppo Facebook della Cassia

La “vita moderna” con i suoi ritmi serrati sembra ridurre al minimo il tempo per socializzare. I quartieri d’oggi appaiono ben lontani dall’ambiente familiare di decenni fa, in cui tutti i vicini si conoscevano ed aiutavano; oramai il dialogo si è ridotto all’essenziale sia per diffidenza, sia perché è completamente cambiato il modo di relazionarsi, anche a causa di Internet. Ma in questo caso la rete, tanto colpevolizzata di distruggere il dialogo, pare invece ricostruirlo. Nell’era “Social” per abbattere le difficoltà nel comunicare con i propri vicini si sperimentano metodi innovativi: esistono infatti gruppi Facebook di specifici quartieri, i cosiddetti “Social Street”, che hanno lo scopo di riscoprire i valori del “buon vicinato”. Nel XV Municipio riscuote molto successo il gruppo Facebook “Sei della Cassia se…”, di cui abbiamo contattato l’amministratrice Carla Mazzucchelli per congratularci del traguardo dei 10.000 iscritti e porle alcune domande, a cui è stata ben lieta di rispondere. Carla, quanto è difficile gestire un gruppo così numeroso? “Non lo trovo complicato perché c’è ancora tanto entusiasmo tra gli iscritti: in molti sono attenti al rispetto del regolamento e me ne segnalano le violazioni. Non sono pochi gli affezionati che sentono il gruppo come fosse il proprio, ed in fondo è così: è il gruppo del quartiere!” Quanto è importante il gruppo di zona e quali sono principalmente i temi trattati? “Del gruppo fanno parte anche persone che non vivono sulla Cassia, ma in altre zone: è quindi di grande importanza per l’intero XV Municipio, il più grande di Roma. Gli argomenti sono molteplici: viabilità, cronaca, politica, gossip e richieste di aiuto di qualsiasi genere.” Grazie al gruppo avete mai risolto qualche questione sollecitando l’amministrazione? “Sì, ad esempio, grazie a molte persone (ricordo in particolare Enrico Ingami), è stata catturata l’attenzione delle Istituzioni affinché venisse rimossa una gru pericolosa ed ormai inutile installata sulla Cassia; la cosa si è ripetuta per la vicenda dello stabile abusivamente occupato in via Cassia 566 e, proprio di recente, il gruppo si è rivelato utile per informare la cittadinanza sulla questione del campo rom (il Camping River, sulla Tiberina) e coinvolgerla per un’imponente raccolta di firme.” Ci sono mai stati problemi interni, o avete mai subito qualche accusa? “Problemi interni al gruppo ce ne sono e ce ne saranno sempre: sarebbe impensabile che quasi 10.000 iscritti ragionino tutti allo stesso modo. Accuse, minacce e insulti da parte di persone particolarmente permalose vanno ad ondate. Ma le divergenze di opinioni e le critiche ‘forti’ non fanno venir meno la voglia di continuare a divertirmi, confrontarmi, crescere o bacchettare. E questo vale per i tanti che, quotidianamente, contribuiscono a mantenere il gruppo uno spazio di interesse.” Infine, definiresti il gruppo come un “Vicinato 2.0”? “Il modo di vivere, negli ultimi anni, è cambiato. Quando ero piccola si giocava per strada ed i genitori avevano molta fiducia del vicinato, ma oggi che anche io sono mamma non ho la stessa tranquillità. Le relazioni con il vicinato si sono un po’ perse; si va di fretta, presi dai mille impegni. ‘Sei della Cassia se…’ ha ricreato – anche se in modo virtuale – i rapporti di quartiere: leggo in tanti commenti di aiuti materiali per chi è in difficoltà, ci si scambia consigli, e a me, come ad altri, ha dato la possibilità di conoscere delle bellissime persone. Questi rapporti virtuali, poi, cerchiamo di renderli reali anche con l’organizzazione periodica di cene, nelle quali eventuali diffidenze verso gli altri partecipanti si stemperano e le differenze di idee non ostacolano la nascita di nuove amicizie. Insomma, ‘Sei della Cassia se…’ è un gruppo di persone che considera il web non come un mondo virtuale, ma come strumento che – se ben utilizzato – aiuta a vivere meno soli: forse è per questo che ci avviamo al traguardo dei 10.000 iscritti.” Dunque “Sei della Cassia se…” è un esempio di come dal virtuale si possa passare alla reale possibilità di rendere il proprio quartiere un luogo da vivere e non solo da abitare.

A cura di Chiara Villani

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