Chiara Villani 15 Aprile 2017

Venerdì 14 Aprile è partita la mobilitazione dei cittadini dei Municipi XIV e XV che hanno sfilato in un corteo partito da Via Nicola Tagliaferri e concluso a Via Giorgio Iannicelli per dire “No” all’apertura del C.A.R.A. (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) presso la “Casa San Gabriele”, situata in via Trionfale 12840 fra il quartiere Ottavia e la Cassia, a poche centinaia di metri dal Consorzio Case e Campi a La Giustiniana.

La manifestazione, che ha percorso un itinerario attraverso le vie interne al Consorzio interessato, si preannuncia come la prima di una lunga serie che si svolgeranno nelle zone limitrofi coinvolte nella vicenda, quali Ipogeo degli Ottavi, Via Trionfale e Via Cassia.

Gli abitanti seppur poco numerosi in questo raduno, probabilmente poiché caduto in data di Venerdì Santo, si sono determinatamente dichiarati pronti a procurar battaglia contro la possibile scelta della “Casa San Gabriele” – istituto religioso gestito dai frati Fratelli Monfortani di San Gabriele, che attualmente ospita visitatori e pellegrini – quale struttura per ospitare un Centro Accoglienza Richiedenti Asilo, una sorta di “area di sosta temporanea” in cui vengono alloggiati i migranti appena giunti in Italia e intenzionati a richiedere la protezione internazionale.

Per ora sembra che il numero dei profughi da accogliere sia intorno alle 170 unità, ma, a causa dell’ampiezza dell’edificio, si stima che possa essere di più il numero dei richiedenti asilo che potrebbero essere ospitati.

A sostegno degli abitanti si è schierata l’organizzazione politica Casa Pound Italia che, postasi alla guida di questo corteo, ha sottolineato le principali paure dei cittadini, ovvero “la trasformazione della zona in un’area in cui migranti saranno liberi di ciondolare per le strade tutto il giorno, per di più a meno di 400 metri da una scuola”.

Eppure la presenza quasi totale degli esponenti del partito e la poca reale cittadinanza ha lasciato qualche dubbio, tanto che un passante, un signore incontrato per strada poco distante dalla sfilata, ha affermato ai nostri microfoni, con delusione, che è a favore della causa, ma che sul corteo preferisce non esprimersi.

La attuale struttura sembra chiuderà il 15 giugno, momento in cui, come è stato osservato nelle rimostranze di chi ha partecipato alla protesta, “le case si svuoteranno per le vacanze estive e nessuno sarà attento a vigliare sulle sorti del proprio quartiere”.

Per gli attivisti intervenuti si tratterebbe di “una questione di speculazione, di affari consumati sulla loro pelle a beneficio delle cooperative che tentano di accaparrarsi il bando prefettizio”.

Dunque i manifestanti non si arrendono, e annunciano altre proteste per impedire l’apertura di questo centro. Staremo a vedere se le manifestazioni sortiranno l’effetto sperato.

A cura di Chiara Villani

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